Il plugin BrilliantCode tanto utile è ora disponibile per i nuovi ide di Delphi!
Ripubblico la mia recensione :
Girovagando qua e là per il web, mi è capitato di trovare un link a questo sito.
BrilliantCode
è una potente e veloce estensione dell'editor di Delphi (supporta le
versioni di Delphi dalla 7 alla XE2, almeno per il momento) che consente
di diversificare i colori degli identificatori quali Classi, Costanti,
Tipi, Metodi e Variabili.
Ho fatto alcuni test
dell'expert e sono davvero soddisfatto dell'aumentata leggibilità del
codice; Risulta praticamente immediata la lettura delle variabili
locali, dei metodi chiamati e delle costanti, personalmente ritengo
l'utilizzo di questo trumento fondamentale.
Ho provato ad aprire
sorgenti di decine di migliaia di righe di codice (come forms.pas) e non
si percepisce alcun rallentamento dell'editor.
E' sufficiente visitare questa pagina per capire di fatto come cambia la leggibilità del codice.
Ogni tanto un expert UTILE per Delphi...
---------
BrilliantCode for Delphi now available for Delphi 10 & 10.1 !
I repost my prev Review :
Wandering here and there on the web, I happened to find a link to this site.
BrilliantCode is a powerful and easy extension of the editor of Delphi (supports Delphi versions from 7 to XE2, at least for the moment) that allows to diversify the colors of identifiers such Classes, Constants, Types, Methods and Variables.
I did some tests and I'm really pleased with the increased readability of the code, It is virtually instant reading of local variables, and constants of the methods called, I personally think the use of this basic tool.
I tried to open sources of tens of thousands of lines of code (such as forms.pas) and you see no slowdown in editing.
It 'simply visit this page to see how to actually change the readability of the code.
Every once a USEFUL tool for Delphi...
Willino Blog
Sono un ingegnere informatico, appassionato di fotografia, chitarra acustica, micologia e Tennis Tavolo. In questo blog cercherò di raccontare eventi ed esperienze che in qualche modo potrebbero risultare utili a tutti.
lunedì 10 aprile 2017
martedì 25 agosto 2015
Diventare papà
Me lo dicevano sempre : "Solo quando avrai un figlio potrai capire cosa significa veramente".
Io credevo di comprendere il significato di questi sentimenti, credevo di saper immaginare cosa si può provare quando nasce un figlio, quali posso essere le ansie e le gioie...che illuso!
Certo la strada è ancora lunga, e ancora ho molto da imparare, ma ciò che ho capito da quando è venuta al mondo la mia bambina è che è proprio vero : nessuno può mai immaginare nemmeno lontanamente la gioia che si prova nel vedere per la prima volta il tuo bambino, il frutto dell'amore tra te e tua moglie materializzato in una creatura bisognosa di aiuto. Te lo porgono per tenerlo in braccio per la prima volta ed ecco che dentro di te accade qualcosa di pazzesco, DI PAZZESCO!
Piangevo, piangevo di gioia...non avevo altro modo di esprimere la potenza infinita di quei primordiali sentimenti che di giorno in giorno diventano sempre più profondi.
L'esperienza della nascita di un figlio è la cosa più bella che sia mai capitata nella mia vita, un incredibile turbinio d'AMORE; come per incanto, di colpo arriva la vera comprensione del significato profondo di questa parola; capisci che non sarete mai più soli nella vita.
Ho provato con poche parole ad esprimere quello che provo, ma non potrò mai riuscirci, mai...prima o poi smetterò di piangere di gioia guandando il visino della mia piccola bambina...
TI AMO.
Io credevo di comprendere il significato di questi sentimenti, credevo di saper immaginare cosa si può provare quando nasce un figlio, quali posso essere le ansie e le gioie...che illuso!
Certo la strada è ancora lunga, e ancora ho molto da imparare, ma ciò che ho capito da quando è venuta al mondo la mia bambina è che è proprio vero : nessuno può mai immaginare nemmeno lontanamente la gioia che si prova nel vedere per la prima volta il tuo bambino, il frutto dell'amore tra te e tua moglie materializzato in una creatura bisognosa di aiuto. Te lo porgono per tenerlo in braccio per la prima volta ed ecco che dentro di te accade qualcosa di pazzesco, DI PAZZESCO!
Piangevo, piangevo di gioia...non avevo altro modo di esprimere la potenza infinita di quei primordiali sentimenti che di giorno in giorno diventano sempre più profondi.
L'esperienza della nascita di un figlio è la cosa più bella che sia mai capitata nella mia vita, un incredibile turbinio d'AMORE; come per incanto, di colpo arriva la vera comprensione del significato profondo di questa parola; capisci che non sarete mai più soli nella vita.
Ho provato con poche parole ad esprimere quello che provo, ma non potrò mai riuscirci, mai...prima o poi smetterò di piangere di gioia guandando il visino della mia piccola bambina...
TI AMO.
giovedì 27 novembre 2014
Alien: Isolation – Terrificante
"Un perfetto organismo, la sua perfezione
strutturale è pari solo alla sua ostilità...un superstite, non offuscato da
coscienza, rimorsi, o illusioni di moralità"
Con questa frase
il sintetico Ash, modello Hyperdyne systems 120-A/2, descrive il terrificante
Xenomorfo che stermina i pochi abitanti del USCSS Nostromo, una nave da carico
distrutta da Ellen Ripley nel 2122 nella speranza di cancellare dall’esistenza
il mostro che ha decimato il suo l’equipaggio in meno di 24 ore.
Sviluppare un
gioco su licenza è un’impresa ardua, soprattutto se si parla dell’incredibile
capolavoro del 1979 di Ridley Scott “Alien”, simbolo indiscusso dello sci-fi
horror di tutti i tempi, che vanta una impressionante quantità di appassionati
(me compreso) da oltre 30 anni. Il penultimo titolo riguardante la saga dello
Xenomorfo, “Alien Colonial Marines” è stato un vero disastro da tutti i punti
di vista, uno schifo direi: comparto grafico, sonoro, giocabilità e
coinvolgimento, tutto mal realizzato e approssimato; un prodotto che ha
scatenato l’ira di tutti gli appassionati. Questa volta SEGA ha pubblicato un
titolo di tutt’altra pasta, grazie all’incredibile lavoro di Creative Assembly
ci troviamo davanti ad un vero e proprio sequel di Alien il film.
Ci troviamo nel
2139, esattamente 17 anni dopo gli eventi che costrinsero il Tenente Ellen
Ripley ad un ipersonno che la porterà a vagare nello spazio per ben 57 anni a
bordo della navetta Narcissus a seguito della distruzione del Nostromo. A non darsi pace per la scomparsa della “fragile
ma forte” eroina questa volta troviamo la figlia Amanda Ripley decisa a tutti i
costi a scoprire la verità sulla scomparsa della madre. Grazie alle
informazioni avute da un androide, Christopher Samuels, Amanda viene a sapere
che la scatola nera del Nostromo si trova a bordo della stazione spaziale
Sevastopol, di proprietà della Seegson, in orbita attorno al sistema
Z-Reticuli. Così Amanda si dirige verso la stazione spaziale per cercare di
scoprire la verità sui funesti eventi che hanno portato alla scomparsa della
madre.
Con questa
premessa si inizia la storia del gioco. Come ci si può aspettare le cose vanno
immediatamente male e non appena si arriva alla stazione spaziale (e non con
“qualche” incidente di percorso) ci si trova subito immersi in un ambiente
immenso, morente e certamente poco rassicurante.
Dopo appena 30
minuti di gioco muovendosi all’interno della stazione spaziale si capisce
immediatamente che Alien: Isolation non è un FPS e non è nemmeno un Survival
Horror tradizionale: è il Survival Horror
per eccellenza, un assemblaggio di audio, video e storia che porta ad una
costante sensazione di ansia e paura.
Audio
Quello che
immediatamente fa impressione è l’incredibile comparto audio, semplicemente devastante, potente ed
ansiogeno, arricchito da una qualità sonora davvero notevole, disponibile
anche (ovviamente) in surround 5.1. Appena avviato il gioco la musica ricorda i
titoli di testa del film. Ho avuto modo di provare l’audio con i miei monitor
audio professionali e devo dire che l’esperienza vissuta è davvero coinvolgente
e a tratti “disturbante” per l’ansia trasmessa. Il lavoro di Creative Assembly
in questo ambito gratifica tutti, ma in particolare chi conosce bene il Film,
in quanto la colonna sonora che accompagna l’avvicinarsi di un pericolo (e in
particolare della creatura) è esattamente quella utilizzata nella pellicola;
questo genera immediatamente una amplificazione del livello di ansia che porta
il giocatore a cercare subito un armadietto, una scrivania o qualsiasi cosa
dove ci si possa nascondere nella speranza di non essere percepiti e quindi
uccisi. Cigolii, scintille, sfiammate, rimbombi che provengono dai condotti
d’aria, sospiri, colpi di tosse e i terribili versi dello Xenomorfo tengono
costantemente la tensione altissima; non ci si sente mai al sicuro. E non
pensate che disattivando l’audio si possa avere un poco di tregua perché allora
sareste già morti: tanto è pauroso il sonoro tanto è fondamentale per cercare
di percepire dove possa trovarsi la creatura; magari si trova in un condotto
sopra la vostra testa e ne sentite i passi pesanti, oppure dietro una porta o a
pochi metri da voi (siete morti). Una nota negativa è la traduzione in italiano
dei dialoghi che non trasmettono pathos, cosa per altro a noi nota in tutti gli
ambiti in cui dei patetici doppiatori si cimentano al doppiaggio di produzioni
straniere (vogliamo parlare del capolavoro HBO “True Detective” completamente
distrutto da Pino Insegno e la sua insulsa voce?).
Video
Il comparto
grafico è elevatissimo anche se non al livello di quello audio. Il vantaggio
che in generale si può godere in questo titolo è il fatto che si gioca al 90%
in luoghi chiusi e angusti, quindi non ci troveremo mai davanti a milioni di
poligoni animati (Crysis 3) ma in corridoi e stanze scarsamente illuminate e
pertanto lo sforzo computazionale in termini di GPU non è mai elevatissimo;
proprio per questo Creative Assembly si è potuta concentrare su tecniche di illuminazione
incredibilmente realistici, grazie anche alla scelta di produrre un motore
grafico indipendente. I pochi momenti in cui non sono stato pervaso dal terrore
di essere assalito dalla creatura mi sono soffermato ad ammirare l’incredibile
illuminazione ambientale, con il pulviscolo sempre presente in aria, le
proiezioni dei raggi di luce attraverso le grate su vapori e fumi in tutti gli
ambienti, ricalcando alla perfezione l’atmosfera del film e ricordando il
meraviglioso piano sequenza iniziale della versione uncut del capolavoro di
Scott. La grana aggiunta volutamente e i colori ben dosati aggiungono
quell’aspetto cinematografico che esalta ancora di più l’effetto realistico
delle scene. Basta affacciarsi ad una finestra per godere anche di un grande
spettacolo sul cosmo. La fisica atmosferica è assolutamente perfetta, come ad
esempio la diffrazione causata da una sfiammata, le particelle di cenere ancora
in fiamme che vorticano veloci per poi rallentare e spegnersi o addirittura
l’incandescenza di una parte metallica che provoca il classico effetto
aberrativo sulle immagini in sfondo. Le texture sono di ottimo livello e il
sapiente utilizzo della profondità di campo compensa qualche mancanza di
dettaglio in alcuni ambienti.
Dicevo del basso
carico computazionale: io ho provato il gioco con impostazioni massime a 1080p,
con filtro asintropico 16x e antialiasing MSAA e con le due NVIDIA GTX 770
ottengo un robustissimo risultato di 200fps (con il V-Sync disattivato). Ho
avuto modo di provare il gioco anche in PC decisamente datati (5 anni fa) e ho
notato con piacere che difficilmente si scende sotto i 35fps. Un motore grafico
per moltissimi pc a differenza del vergognoso Watch Dogs.
Giocabilità
Alien: Isolation
non è un FPS, non ci sono megacannoni pronti a disintegrare i nemici, non
possiamo correre e saltare come fossimo grilli, né ricaricare le nostre armi in
un millisecondo; Alien: Isolation è puro terrore, non ci sono mostri e zombi,
c’è LO XENOMORFO che dà la caccia a qualsiasi cosa sia viva, ci sono gli androidi
a volte amichevoli a volte ostili, ci sono umani terrorizzati pronti a sparare
e poi c’è Amanda Ripley che dispone di pochissime armi e molta intelligenza. Lo
scontro diretto con qualsiasi nemico (esseri umani, androidi, il mostro) porta
quasi sempre alla morte o quanto meno consumerà una parte fondamentale della
nostra debole vita, meglio evitarlo. Meglio forse costruire un generatore di
suoni con dei pezzi trovati qua e là nella speranza di riuscire ad attirare i
nemici dalla parte opposta a dove si vuole andare.
Il nemico numero uno è terribilmente
ammirevole: non si può uccidere, VINCE SEMPRE. Se è nelle tue vicinanze
devi fare silenzio e nasconderti bene. Se ti sente sei morto. Se ti fiuta sei
morto. Se scappi sei morto. Se ti nascondi devi stare all’erta… potrebbe già
averti sentito e cercare di scovarti gironzolando attorno all’armadietto dove
sei accovacciato. Cammina sempre accovacciato! Se si avvicina cercando di
fiutarti dalle grate dell’armadietto, trattieni il respiro e allontana il viso
dalle porte altrimenti sei morto. Il tuo fidato compagno è il rilevatore di
movimenti, che saprà terrorizzarti con i suoi beep quando l’alieno si avvicina.
Se apri una porta guardati prima intorno o sei morto; basta un rumore di troppo
per vederlo correre verso l’origine del suono e rimanere lì a pattugliare
finché non è convinto di poter mollare. E’ VELOCISSIMO. Se riesci finalmente a
raggiungere una cabina di salvataggio per salvare il tuo progresso di gioco,
guardati bene intorno perché il salvataggio dura 4 interminabili secondi in cui
sei vulnerabile.
A questa impronta
di gioco si aggiunge una Intelligenza Artificiale dello Xenomorfo che ha del
sorprendente. Questa maledetta macchina della morte è del tutto imprevedibile,
non è mai due volte nello stesso posto, non si muove in base a percorsi
programmati, è sensibile a qualsiasi vibrazione ed è in grado di cambiare
strategia in base il nostro comportamento, sbuca da ovunque, dai condotti, da
dietro le porte, da dietro le fiamme. L’unica arma in grado di spaventarlo per
qualche secondo (giusto il tempo di fuggire) è il lanciafiamme (o le bombe
incendiarie) ma, anche in questo caso, attenti ad usarle troppo spesso: il
mostro maledetto imparerà ad avere sempre meno paura delle vostre armi. Perfino
il rilevatore di movimento può trasformarsi in una minaccia se lo si utilizza
troppo vicino al mostro.
La bellezza della
cinematica dell’alieno con i suoi 9 snodi indipendenti nel corpo e una
animazione della testa totalmente dedicata fanno di questo esemplare una riproduzione
perfino migliore di quella del film.
Tutt’altra cosa,
invece, l’IA degli altri componenti del gioco, cosa che non mi trova in
disaccordo perché altrimenti un gioco, di per sé difficilissimo, sarebbe
diventato del tutto impossibile. Ci troveremo quindi a poter aggirare
facilmente esseri umani e androidi.
Nel gioco, per
riuscire ad avere le risposte sul mistero di Ellen Ripley e scoprire quale
destino ha investito Sevastopol, bisognerà andare avanti e indietro
nell’immensa stazione spaziale seguendo mappe, spegnendo interruttori, isolando
aree e spostandosi da una parte all’altra della stazione con delle navette (a
volte un po’ troppo), sempre con addosso la sensazione di essere braccati e in
pericolo. Terminare questo gioco vi sembrerà una grande impresa e vi farà
sentire dei veri e propri sopravvissuti. Come se non bastasse c’è una modalità di gioco Sopravvivenza in cui a
tempo è possibile eseguire delle missioni brevi e poter confrontare i propri
risultati con la comunità. Questa modalità è ancora più terrificante della
modalità storia e aggiunge longevità ad un titolo di per sé sufficientemente
bello da essere reputato un gioco duraturo e ripetibile.
Conclusioni
Il Survival
Horror Alien: Isolation è il perfetto sequel del film Alien, incarna magistralmente
ciò che gli appassionati hanno sempre desiderato; grazie al lavoro di Creative
Assembly abbiamo in commercio un gioco che riprende la storia del capolavoro
del 1979 aggiungendo altro terrore a quello lasciatoci da quei 117 minuti di
pellicola.
Voto 9/10
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SLI
mercoledì 22 ottobre 2014
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Tunnelbana
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Tunnelbana
giovedì 24 luglio 2014
RAD Studio XE(all version) SOLVED ISSUE : "No frames are available to insert"
Know Issue :
Error "No frames are available to insert" appear when inserting an existing frame into a form.
Solution :
Read This.
Error "No frames are available to insert" appear when inserting an existing frame into a form.
Solution :
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error,
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no frames are available to insert,
rad studio,
solved
martedì 25 marzo 2014
Birre, acquistare online
Inizio oggi con una serie di recensioni su negozi online, partiamo con le birre.
Da tempo cercavo un sito affidabile per l'acquisto di birre belghe, in particolare le famose Trappiste e
finalmente mi sono imbattuto nel sito www.multibirra.com e con piacere posso raccontarvi la storia del primo ordine.
Il sito è strutturato in modo molto semplice, dividendo le birre per paesi (anche se sarebbe positiva anche una classificazione per tipologia); si trovano anche biccheri e set da collezione.
Ci si iscrive in modo rapido e si è subito pronti a riempire il carrello elettronico di ottime birre a prezzi decisamente ottimi. Si ha a disposizione anche la lista dei desideri oltre che al carrello elettronico.
Prima di ordinare ho telefonato alla società del sito (mi piace sempre il contatto umano) e mi hanno risposto con grande cortesia e mi sono ancor di più incoraggiato.
Ordino queste birre :
ST BERNARDUS ABT 12
CHIMAY TAPPO BLU
ACHEL BLOND
WESTMALLE TRIPLE
LA TRAPPE QUADRUPLA
SAMUEL SMITH'S IMPERIAL STOUT
XX BITTER
STRAFFE HENDRIK QUADRUPLA
e qualche altra segreta scelta :D
Ho ordinato varie quantita' di ogni birra, anche una singola bottiglia.
Tempo due minuti e trovo la mail con l'avvenuta presa in carico dell'ordine e in 48 ore precise le birre arrivano a casa mia in una confezione a prova di bomba atomica!
Ottimo imballo, perfette condizioni della merce e tutte le birre con scadenza non prossima, pertanto birre ottimamente fermentate in bottiglia, direi prossime alla perfetta maturit….
Consiglio vivamente questo sito e-commerce per l'acquisto delle birre
Voto 8*/10
* Consigli per il sito :
1. Storico degli ordini per i clienti registrati
2. Redirect alla pagina iniziale dopo il login.
Un estratto delle birre acquistate :
Da tempo cercavo un sito affidabile per l'acquisto di birre belghe, in particolare le famose Trappiste e
finalmente mi sono imbattuto nel sito www.multibirra.com e con piacere posso raccontarvi la storia del primo ordine.
Il sito è strutturato in modo molto semplice, dividendo le birre per paesi (anche se sarebbe positiva anche una classificazione per tipologia); si trovano anche biccheri e set da collezione.
Ci si iscrive in modo rapido e si è subito pronti a riempire il carrello elettronico di ottime birre a prezzi decisamente ottimi. Si ha a disposizione anche la lista dei desideri oltre che al carrello elettronico.
Prima di ordinare ho telefonato alla società del sito (mi piace sempre il contatto umano) e mi hanno risposto con grande cortesia e mi sono ancor di più incoraggiato.
Ordino queste birre :
ST BERNARDUS ABT 12
CHIMAY TAPPO BLU
ACHEL BLOND
WESTMALLE TRIPLE
LA TRAPPE QUADRUPLA
SAMUEL SMITH'S IMPERIAL STOUT
XX BITTER
STRAFFE HENDRIK QUADRUPLA
e qualche altra segreta scelta :D
Ho ordinato varie quantita' di ogni birra, anche una singola bottiglia.
Tempo due minuti e trovo la mail con l'avvenuta presa in carico dell'ordine e in 48 ore precise le birre arrivano a casa mia in una confezione a prova di bomba atomica!
Ottimo imballo, perfette condizioni della merce e tutte le birre con scadenza non prossima, pertanto birre ottimamente fermentate in bottiglia, direi prossime alla perfetta maturit….
Consiglio vivamente questo sito e-commerce per l'acquisto delle birre
Voto 8*/10
* Consigli per il sito :
1. Storico degli ordini per i clienti registrati
2. Redirect alla pagina iniziale dopo il login.
Un estratto delle birre acquistate :
mercoledì 5 marzo 2014
La grande Bellezza - Recensione
Un grande poeta una volta scrisse : "i veri poeti sono quelli che si fanno capire da tutti; se una poesia deve essere spiegata, il poeta ha fallito".
Sacrosante parole ("La vità è bella" docet).
Potrei dire la stessa cosa in molti altri casi del cinema, quando, ad esempio, vidi "Castaway on the moon", oppure "Ferro 3", due immensi capolavori coreani che sono riuscito a condividere solo con mia moglie, in quanto tutti coloro ai quali ho fatto vedre il film mi hanno detto che erano "strani e noiosi"...pazienza.
Ma questo film non è difficile, le capitali degli Stati sono difficli, non questo film.
Io personalmente con "La grande Bellezza" ho visto un film che mi ha dato l'impressione di essere costruito a tavolino per piacere agli americani, rappresentando il degrado sociale con una caricatura che ricorda il metodo americano, inserendo però qualcosa che loro non hanno : la bellezza di Roma, mostrata durante tutto il film centellinando le riprese monumentali durante alcune tra le più tristi passeggiate di sempre.
I personaggi di per sè sono ben rappresentati, talmente bene che nessuno dei personaggi stessi ha qualcosa da dire, talmente bene che risultano eccessivamente noiosi, talmente vuoti che nemmeno si ha la forza di scrivere un libro, semplicemente perchè la vita stessa dei personaggi è vuota, una vita da falliti.
L'unico messaggio che trasmette è questo : "nessuna speranza di riscatto", ma non è originale, anzi...
La sceneggiatura non è articolata in bei dialoghi (se non due monologhi : il primo e l'ultimo) o intrecciata in grovigli interpersonali, è semplicemente piatta. Questo è uno dei punti più dolenti, il film ha una grande ambizione che ricade però in una mediocre sceneggiartura, volatile come i personaggi.
Le riprese cercano sempre di stanare, con primi piani, il brutto della quotidianità e il pericolo dell'ambiguità della bellezza, ma non ci riescono anzi si rivoltano contro esse stesse rendendo il film una unica fotografia di una unica idea.
L'antagonista umano del degrato sociale (Suor Maria) è altamente improbabile come personaggio e trovo perfino offensivo l'accostamento a Madre Teresa che mai si sarebbe trovata in una cena tanto infima, rimane comunque interessante il coinvolgimento di alcuni membri ecclesiastici a questo stile di vita.
Quando ho sperato in una grande svolta sentimentale, ovvero quando c'era l'opportunità di leggere qualche pagina del diario segreto di una ragazza che probabilmente aveva condotto un'altra vita...ecco che invece...puf niente diario, niente svolta.
Per me, infine, il film non è brutto, sicuramente non è bello e di certo quest'anno ho visto di meglio al cinema che meritasse l'Oscar come miglior film straniero, uno fra tutti "La migliore offerta" per quelli italiani.
L'intellettualismo ricercato di Sorrentino è ben lontano dai grandi del cinema italiano (il grande Fellini) [cit.]
Sacrosante parole ("La vità è bella" docet).
Potrei dire la stessa cosa in molti altri casi del cinema, quando, ad esempio, vidi "Castaway on the moon", oppure "Ferro 3", due immensi capolavori coreani che sono riuscito a condividere solo con mia moglie, in quanto tutti coloro ai quali ho fatto vedre il film mi hanno detto che erano "strani e noiosi"...pazienza.
Ma questo film non è difficile, le capitali degli Stati sono difficli, non questo film.
Io personalmente con "La grande Bellezza" ho visto un film che mi ha dato l'impressione di essere costruito a tavolino per piacere agli americani, rappresentando il degrado sociale con una caricatura che ricorda il metodo americano, inserendo però qualcosa che loro non hanno : la bellezza di Roma, mostrata durante tutto il film centellinando le riprese monumentali durante alcune tra le più tristi passeggiate di sempre.
I personaggi di per sè sono ben rappresentati, talmente bene che nessuno dei personaggi stessi ha qualcosa da dire, talmente bene che risultano eccessivamente noiosi, talmente vuoti che nemmeno si ha la forza di scrivere un libro, semplicemente perchè la vita stessa dei personaggi è vuota, una vita da falliti.
L'unico messaggio che trasmette è questo : "nessuna speranza di riscatto", ma non è originale, anzi...
La sceneggiatura non è articolata in bei dialoghi (se non due monologhi : il primo e l'ultimo) o intrecciata in grovigli interpersonali, è semplicemente piatta. Questo è uno dei punti più dolenti, il film ha una grande ambizione che ricade però in una mediocre sceneggiartura, volatile come i personaggi.
Le riprese cercano sempre di stanare, con primi piani, il brutto della quotidianità e il pericolo dell'ambiguità della bellezza, ma non ci riescono anzi si rivoltano contro esse stesse rendendo il film una unica fotografia di una unica idea.
L'antagonista umano del degrato sociale (Suor Maria) è altamente improbabile come personaggio e trovo perfino offensivo l'accostamento a Madre Teresa che mai si sarebbe trovata in una cena tanto infima, rimane comunque interessante il coinvolgimento di alcuni membri ecclesiastici a questo stile di vita.
Quando ho sperato in una grande svolta sentimentale, ovvero quando c'era l'opportunità di leggere qualche pagina del diario segreto di una ragazza che probabilmente aveva condotto un'altra vita...ecco che invece...puf niente diario, niente svolta.
Per me, infine, il film non è brutto, sicuramente non è bello e di certo quest'anno ho visto di meglio al cinema che meritasse l'Oscar come miglior film straniero, uno fra tutti "La migliore offerta" per quelli italiani.
L'intellettualismo ricercato di Sorrentino è ben lontano dai grandi del cinema italiano (il grande Fellini) [cit.]
Etichette:
la grande bellezza,
recensione oscar
giovedì 14 novembre 2013
Recensione Rasoio elettrico Braun CoolTec
Sto partecipando ad una campagna TRND per il testing di
questo rasoio.
Ho ricevuto il Braun CoolTec circa una settimana fa con l’obiettivo
di eseguite dei test di rasatura e adesso ho gli elementi per recensire
dettagliatamente questo prodotto.
Il Rasoio Braun CoolTec dispone di una tecnologia
brevettata, appositamente studiata per combattere le irritazioni post-rasatura
della pelle del viso. Consiste in una barra raffreddante a contatto con la
pelle disposta tra le due sezioni di rasatura della testina. Il rasoio è completamente
impermeabile.
La durata della batteria in uso è di circa 45 minuti e ho
effettivamente testato la sua durata confermando questi tempi. Si ricarica
molto rapidamente e basta pochissima carica per poter eseguire un taglio
efficace. Il corretto appoggio alla base di ricarica è garantito da un suono
emesso dal rasoio. Il rasoio è molto leggero e con impugnatura molto
ergonomica.
Già alla prima rasatura mi sono stupito dell’incredibile
effetto rinfrescante della testina, dopo
pochi secondi la barra diventa fredda, trasmettendo una grande sensazione di leggerezza
e “scorrimento”. La prima rasatura l’ho eseguita su una barba di 7 giorni per
cui ho impiegato qualche minuto in più per rasarmi, ma il risultato è stato
subito ottimo. Dopo diverse rasature
posso dire che la qualità del taglio è davvero notevole : il viso è sempre
liscio e, soprattutto, non soffro più delle irritazioni a cui ero soggetto da
sempre. Ho provato il rasoio in tutti i modi : a secco, a umido, sotto la
doccia : la sensazione di freschezza durante la rasatura è sempre costante e
piacevole.
Personalmente sono entusiasta del rasoio e non ho trovato
difetti o punti a sfavore, anzi avendo 39 anni ed avendo provato tutti i metodi
di rasatura possibili, ad oggi posso dire che questo rasoio sia il primo a non
procurarmi irritazioni da rasatura. Lo consiglio davvero a tutti.
Voto 5/5.
lunedì 6 maggio 2013
Qualche rumor sul sequel di Prometheus
Cito una fonte :
La Fox ha anche annunciato che a occuparsi della sceneggiatura di Prometheus 2 non sarà più Damon Lindelof, il quale ha anche rinunciato a lavorare alla riscrittura della sceneggiatura del film World War Z (che sta subendo un vero e proprio remake ancor prima di essere finito), in quanto impegnato a realizzare la sua serie per la HBO.
Lo stesso Lindelof ha dichiarato: "Se Ridley mi vuole coinvolgere nel progetto è difficile dirgli di no. Ma nello stesso momento, penso che il nuovo film trarrebbe beneficio da una voce nuova e da una visione fresca della storia, con pensieri nuovi e originali. Ma so anche che l'iceberg sotto la superficie dei potenziali nuovi film è già stato costruito, basandomi sulle mie conversazioni con Scott".
Ridley Scott si è più volte dichiarato entusiasta all'idea di proseguire la saga: "So dove stanno andando, come so che tenere in vita David (Michael Fassbender) ed Elizabeth Shaw (Noomi Rapace) è essenziale. E lo è anche Andare là da dove arrivano loro, non là da dove arriviamo noi".
I due attori sono già sotto contratto per i sequel, ma Emma Watts ha anche precisato che non hanno intenzione di mettere fretta per la realizzazione del film: "Ridley è incredibilmente entusiasta all'idea di continuare, ma dobbiamo farlo bene, non possiamo essere precipitosi".
L'ultima dichiarazione è dello stesso Scott: "Fin dall'inizio ho lavorato a una premessa che portava a un sequel. Non volevo incontrare Dio fin dal primo film, ho voluto lasciare aperta la storia sulla battuta della dottoressa Shaw, perché gli Ingegneri sono degli aggressivi bastardi e, per quanto sembrino semidei, non sono per niente gentili e certamente non sono Dio".
E conclude dicendo: "Desidero esplorare il posto in cui andrà la dottoressa Shaw e cosa farà quando sarà lì, perché se è il paradiso, di sicuro non è come lo immaginiamo. Questo paradiso è sinistro e aggressivo".
La Fox ha anche annunciato che a occuparsi della sceneggiatura di Prometheus 2 non sarà più Damon Lindelof, il quale ha anche rinunciato a lavorare alla riscrittura della sceneggiatura del film World War Z (che sta subendo un vero e proprio remake ancor prima di essere finito), in quanto impegnato a realizzare la sua serie per la HBO.
Lo stesso Lindelof ha dichiarato: "Se Ridley mi vuole coinvolgere nel progetto è difficile dirgli di no. Ma nello stesso momento, penso che il nuovo film trarrebbe beneficio da una voce nuova e da una visione fresca della storia, con pensieri nuovi e originali. Ma so anche che l'iceberg sotto la superficie dei potenziali nuovi film è già stato costruito, basandomi sulle mie conversazioni con Scott".
Ridley Scott si è più volte dichiarato entusiasta all'idea di proseguire la saga: "So dove stanno andando, come so che tenere in vita David (Michael Fassbender) ed Elizabeth Shaw (Noomi Rapace) è essenziale. E lo è anche Andare là da dove arrivano loro, non là da dove arriviamo noi".
I due attori sono già sotto contratto per i sequel, ma Emma Watts ha anche precisato che non hanno intenzione di mettere fretta per la realizzazione del film: "Ridley è incredibilmente entusiasta all'idea di continuare, ma dobbiamo farlo bene, non possiamo essere precipitosi".
L'ultima dichiarazione è dello stesso Scott: "Fin dall'inizio ho lavorato a una premessa che portava a un sequel. Non volevo incontrare Dio fin dal primo film, ho voluto lasciare aperta la storia sulla battuta della dottoressa Shaw, perché gli Ingegneri sono degli aggressivi bastardi e, per quanto sembrino semidei, non sono per niente gentili e certamente non sono Dio".
E conclude dicendo: "Desidero esplorare il posto in cui andrà la dottoressa Shaw e cosa farà quando sarà lì, perché se è il paradiso, di sicuro non è come lo immaginiamo. Questo paradiso è sinistro e aggressivo".
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mercoledì 17 aprile 2013
BrilliantCode per Delphi, una potente estensione dell'editor di codice.
Girovagando qua e là per il web, mi è capitato di trovare un link a questo sito.
BrilliantCode è una potente e veloce estensione dell'editor di Delphi (supporta le versioni di Delphi dalla 7 alla XE2, almeno per il momento) che consente di diversificare i colori degli identificatori quali Classi, Costanti, Tipi, Metodi e Variabili.
Ho fatto alcuni test dell'expert e sono davvero soddisfatto dell'aumentata leggibilità del codice; Risulta praticamente immediata la lettura delle variabili locali, dei metodi chiamati e delle costanti, personalmente ritengo l'utilizzo di questo trumento fondamentale.
Ho provato ad aprire sorgenti di decine di migliaia di righe di codice (come forms.pas) e non si percepisce alcun rallentamento dell'editor.
E' sufficiente visitare questa pagina per capire di fatto come cambia la leggibilità del codice.
Ogni tanto un expert UTILE per Delphi...
---------
Wandering here and there on the web, I happened to find a link to this site.
BrilliantCode is a powerful and easy extension of the editor of Delphi (supports Delphi versions from 7 to XE2, at least for the moment) that allows to diversify the colors of identifiers such Classes, Constants, Types, Methods and Variables.
I did some tests and I'm really pleased with the increased readability of the code, It is virtually instant reading of local variables, and constants of the methods called, I personally think the use of this basic tool.
I tried to open sources of tens of thousands of lines of code (such as forms.pas) and you see no slowdown in editing.
It 'simply visit this page to see how to actually change the readability of the code.
Every once a USEFUL tool for Delphi...
BrilliantCode è una potente e veloce estensione dell'editor di Delphi (supporta le versioni di Delphi dalla 7 alla XE2, almeno per il momento) che consente di diversificare i colori degli identificatori quali Classi, Costanti, Tipi, Metodi e Variabili.
Ho fatto alcuni test dell'expert e sono davvero soddisfatto dell'aumentata leggibilità del codice; Risulta praticamente immediata la lettura delle variabili locali, dei metodi chiamati e delle costanti, personalmente ritengo l'utilizzo di questo trumento fondamentale.
Ho provato ad aprire sorgenti di decine di migliaia di righe di codice (come forms.pas) e non si percepisce alcun rallentamento dell'editor.
E' sufficiente visitare questa pagina per capire di fatto come cambia la leggibilità del codice.
Ogni tanto un expert UTILE per Delphi...
---------
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Every once a USEFUL tool for Delphi...
lunedì 18 marzo 2013
Un appendiabiti davvero speciale
www.ferrovivo.it, così si chiama l'azienda che ha prodotto su misura e su adattamento alla parete del mio ingresso questo meraviglioso appendiabiti tagliato a laser...
A voi il giudizio.
A voi il giudizio.
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venerdì 18 gennaio 2013
Django unchained, un'altro omaggio al cinema ad opera di Tarantino
Kill Bill è la rappresentazione della vendetta operando un particolare omaggio al cinema cinese, la regia riporta ai film con Bruce Lee, la fotografia ai film di Akira Kurosawa;
Inglorious Basterds è la rappresentazione apicale della vendetta; non vengono risparmiati momenti narrativi intensissimi sulla guerra mondiale (vedi prologo), ne vendette cruente quasi attese con ansia;
Django Unchained è tutto questo...se i bastardi sono "ebrei" che vendicano "ebrei" ammazzando nazisti, Django è un "negro" che vendica "negri" ammazzando bianchi, il tutto in stile spaghetti western, con uccisioni in perfetto stile Kill Bill, momenti di dialogo alla Inglorious Basterds (anche se non all'altezza) e perfino delle scene molto serie in cui viene narrato l'orrore della schiavitù in America in stile Ken Follett, il tutto contornato da colonne sonore strepitose, ad opera di Ennio Morricone...con un finale musicale a sorpresa che, personalmente, stava per strapparmi una lacrima...
Django, con la D muta, è bellissimo.
Inglorious Basterds è la rappresentazione apicale della vendetta; non vengono risparmiati momenti narrativi intensissimi sulla guerra mondiale (vedi prologo), ne vendette cruente quasi attese con ansia;
Django Unchained è tutto questo...se i bastardi sono "ebrei" che vendicano "ebrei" ammazzando nazisti, Django è un "negro" che vendica "negri" ammazzando bianchi, il tutto in stile spaghetti western, con uccisioni in perfetto stile Kill Bill, momenti di dialogo alla Inglorious Basterds (anche se non all'altezza) e perfino delle scene molto serie in cui viene narrato l'orrore della schiavitù in America in stile Ken Follett, il tutto contornato da colonne sonore strepitose, ad opera di Ennio Morricone...con un finale musicale a sorpresa che, personalmente, stava per strapparmi una lacrima...
Django, con la D muta, è bellissimo.
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Django unchained recensione tarantino
giovedì 8 novembre 2012
Recensione www.photoworld.it
Sono un fotoamatore da ormai molti anni, e la continua voglia di perfezionamento nei miei hobby mi ha spinto nel tempo a perfezionare ogni dettaglio: in primis il flusso di estione del colore; ho acquistato un Color Checker della X-Rite per la calibrazione della fotocamera, uno Spyder3 Pro per la calibrazione del monitor e ho verificato le stampe con una stampante fineart Epson R2880.
Di servizi di stampa online ce ne sono davvero parecchi; la vera difficoltà è trovare un provider di stampa che possa davvero garantire un risultato finale in linea con le proprie aspettative.
Probabilmente gli utenti più comuni (coloro che stampano foto ricordo) potranno sentirsi soddisfatti utilizzando qualsiasi strumento di stampa online senza notare troppo i difetti di stampa, MA QUESTO FINCHE' NON SI HA LA NECESSITA' DI CONTATTARE FISICAMENTE UN TECNICO DEL LABORATORIO, O FINCHE' NON SI HANNO GRANDI ASPETTATIVE DI QUALITA' FINALE.
L'anno scorso mi sono sposato e il mio migliore amico (un grande fotoamatore) ha gentilmente offerto il suo sapere per scattare le foto del mio matrimonio con una Nikon D700.
Dopo mesi di impaginazione grafica è arrivato il momento di scegliere il provider di stampa.
Stanco dei fallimenti con i precedenti provider (anche photocity.it non ha un servizio soddisfacente, secondo me), dopo estenuanti ricerche nel WEB trovo un interessante provider : www.photoworld.it.
Studio il sito in lungo e in largo, verifico i prodotti disponibili (una impressionante varietà) e i costi (assolutamente competitivi) e annoto immediatamente un punto a favore : la possibilità di unificare ordini diversi in una unica spedizione. Aggiunto un +1 al mio prospetto di voti per ogni provider proseguo lo studio del sito.
Dopo un paio di giorni decido di ordinare 4 stampe di prova : 2 stampe basate sul loro provino di stampa e 2 stampe personali (molti impegnative); scelgo 4 tipi di carta diversa in formato 30x40. Le prime due stampe (i provini) li ordino sulle carte tradizionali (lucida e opaca) le altre due su carta seta e carta metal.
Prima di ordinare, apro le immagini con Photoshop, eseguo il ColorProof basandomi sui loro profili e memorizzo bene la variazione della gamma/resa cromatica e, infine, converto le immagini con il loro profilo. Eseguo l'ordine e attendo il giusto tempo.
Oggi arrivano le immagini, in una confezione in scatola nera lucida. Apro il pacco e trovo le immagini chiuse in una plastica protettiva con le bolle.
Il primo impatto con le foto è notevole, mi trovo davanti come prima foto la pagina di test del mio libro di matrimonio, in cui una variazione di grigio mi impensieriva.
Noto con grande felicità che la resa delle foto è davvero impeccabile, la gamma cromatica della stampa è notevole, perfettamente equilibrata e le variazioni di notalità dello
stesso colore sono riprodotte perfettamente e morbidamente. Il grigio che mi impensieriva è perfetto e riflette assolutamente la prova di simulazione con il ColorProof di Photoshop.
La stampa che ritenevo più complessa da eseguire era quella legata a questa foto; Il risultato di questa stampa è impressionante, la carta metal però è adatta a stampare foto a toni continui, mentre foto molto dettagliate con tono su tono soffrono del Gamut ridotto della carta. Basta saperlo.
Controllo tutte le altre stampe e alla fine posso riassumere l'esito del mio test di stampa con Photoworld.it :
Ho avuto bisogno molto spesso di telefonare loro per chiarimenti sul loro profilo colore ed altri dettagli; gli operatori sono sempre molto garbati e hanno saputo rispondere
nel tecnico sempre in modo corretto.
Il sistema di ordinazione delle stampe è ottimo, si può scegliere dall'utilizzare il loro software, a caricare un albun sul proprio account photowrold, oppure (il mio preferito)
ordinare via FTP : un sistema rapido e sicuro.
Il risultato della stampa è eccezionale in tutti gli ambiti, alla qualità della carta alla qualità della stampa, senza dimenticare che il flusso di gestione colore si è concluso con la stampa avente un risultato in linea con le aspettative del 100%.
Da questa prima impressione mi sento di consigliare questo provider di stampa a chiunque voglia stampare foto, in particolare ai professionisti e fotoamatori esperti.
Di servizi di stampa online ce ne sono davvero parecchi; la vera difficoltà è trovare un provider di stampa che possa davvero garantire un risultato finale in linea con le proprie aspettative.
Probabilmente gli utenti più comuni (coloro che stampano foto ricordo) potranno sentirsi soddisfatti utilizzando qualsiasi strumento di stampa online senza notare troppo i difetti di stampa, MA QUESTO FINCHE' NON SI HA LA NECESSITA' DI CONTATTARE FISICAMENTE UN TECNICO DEL LABORATORIO, O FINCHE' NON SI HANNO GRANDI ASPETTATIVE DI QUALITA' FINALE.
L'anno scorso mi sono sposato e il mio migliore amico (un grande fotoamatore) ha gentilmente offerto il suo sapere per scattare le foto del mio matrimonio con una Nikon D700.
Dopo mesi di impaginazione grafica è arrivato il momento di scegliere il provider di stampa.
Stanco dei fallimenti con i precedenti provider (anche photocity.it non ha un servizio soddisfacente, secondo me), dopo estenuanti ricerche nel WEB trovo un interessante provider : www.photoworld.it.
Studio il sito in lungo e in largo, verifico i prodotti disponibili (una impressionante varietà) e i costi (assolutamente competitivi) e annoto immediatamente un punto a favore : la possibilità di unificare ordini diversi in una unica spedizione. Aggiunto un +1 al mio prospetto di voti per ogni provider proseguo lo studio del sito.
Dopo un paio di giorni decido di ordinare 4 stampe di prova : 2 stampe basate sul loro provino di stampa e 2 stampe personali (molti impegnative); scelgo 4 tipi di carta diversa in formato 30x40. Le prime due stampe (i provini) li ordino sulle carte tradizionali (lucida e opaca) le altre due su carta seta e carta metal.
Prima di ordinare, apro le immagini con Photoshop, eseguo il ColorProof basandomi sui loro profili e memorizzo bene la variazione della gamma/resa cromatica e, infine, converto le immagini con il loro profilo. Eseguo l'ordine e attendo il giusto tempo.
Oggi arrivano le immagini, in una confezione in scatola nera lucida. Apro il pacco e trovo le immagini chiuse in una plastica protettiva con le bolle.
Il primo impatto con le foto è notevole, mi trovo davanti come prima foto la pagina di test del mio libro di matrimonio, in cui una variazione di grigio mi impensieriva.
Noto con grande felicità che la resa delle foto è davvero impeccabile, la gamma cromatica della stampa è notevole, perfettamente equilibrata e le variazioni di notalità dello
stesso colore sono riprodotte perfettamente e morbidamente. Il grigio che mi impensieriva è perfetto e riflette assolutamente la prova di simulazione con il ColorProof di Photoshop.
La stampa che ritenevo più complessa da eseguire era quella legata a questa foto; Il risultato di questa stampa è impressionante, la carta metal però è adatta a stampare foto a toni continui, mentre foto molto dettagliate con tono su tono soffrono del Gamut ridotto della carta. Basta saperlo.
Controllo tutte le altre stampe e alla fine posso riassumere l'esito del mio test di stampa con Photoworld.it :
Ho avuto bisogno molto spesso di telefonare loro per chiarimenti sul loro profilo colore ed altri dettagli; gli operatori sono sempre molto garbati e hanno saputo rispondere
nel tecnico sempre in modo corretto.
Il sistema di ordinazione delle stampe è ottimo, si può scegliere dall'utilizzare il loro software, a caricare un albun sul proprio account photowrold, oppure (il mio preferito)
ordinare via FTP : un sistema rapido e sicuro.
Il risultato della stampa è eccezionale in tutti gli ambiti, alla qualità della carta alla qualità della stampa, senza dimenticare che il flusso di gestione colore si è concluso con la stampa avente un risultato in linea con le aspettative del 100%.
Da questa prima impressione mi sento di consigliare questo provider di stampa a chiunque voglia stampare foto, in particolare ai professionisti e fotoamatori esperti.
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photoworld recensione stampa online
lunedì 24 settembre 2012
Un sito da tener d'occhio
Giocare a calcetto a Palermo pur non avendo squadra e non conoscendo nessuno è facile.
In giro per la rete è possibile trovare questo sito in cui (iscrivendosi) è possibile prenotarsi per una partita di calcetto, creare nuove partire, ecc; il tutto su una serie di campi di calcetto disponibili in città e descritti nel sito (sono decine).
E' interessante tutta la sezione dedicata alle statistiche dei giocatori in cui sono descritte le migliori performance, gli ultimi risultati e l'andamento nelle varie partite.
E' addirittura possibile visualizzare le caratteristiche tecnico-fisiche dei giocatori in uno schema in perfetto stile PES, davvero interessante...
Un sito da tener d'occhio.
In giro per la rete è possibile trovare questo sito in cui (iscrivendosi) è possibile prenotarsi per una partita di calcetto, creare nuove partire, ecc; il tutto su una serie di campi di calcetto disponibili in città e descritti nel sito (sono decine).
E' interessante tutta la sezione dedicata alle statistiche dei giocatori in cui sono descritte le migliori performance, gli ultimi risultati e l'andamento nelle varie partite.
E' addirittura possibile visualizzare le caratteristiche tecnico-fisiche dei giocatori in uno schema in perfetto stile PES, davvero interessante...
Un sito da tener d'occhio.
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calcetto palermo campi prenotazione partite
lunedì 17 settembre 2012
Recensione Prometheus (spoiler!)
Prometheus, ah caro Ridley quanto mi hai fatto attendere,
quante aspettative per questo film che sapevo NON essere un prequel di Alien ma
fortemente collegato. Non mi dilungo
sull’incredibile ritardo con il quale l’Italia ha distribuito il film (4 mesi
dopo l’uscita in USA), mi soffermo invece sulla scarsa pubblicità fatta al film
: in sala alla prima eravamo 40 persone in una sala di oltre 300 posti.
Bando alle ciance, la trama (con spoiler)
Epoca indefinita, probabilmente decine di migliaia di anni
A.C., un umanoide gigantesco (in stile creature di “I am Legend”) viene
lasciato sulla terra con uno scopo preciso (apparentemente) : uccidersi (bevendo
un liquido nero) per mettere le basi della vita sul nostro pianeta. Voto per la
scena : 6.5.
Il DNA della creatura si disgrega, lasciando in acqua tutti
gli ingredienti necessari alla vita. E
qui la prima incongruenza : un pianeta deserto, la vita si scatena grazie a
questa creatura partendo dalle prime forme primitive (insetti, pesci, rettili,
mammiferi) e dopo milioni di anni di evoluzione, guarda un po’, il DNA del
genere Umano è identico a quello dell’umanoide? Improbabile. A meno che sia
stato creato solo l’uomo cosi.
Andiamo avanti. Cambio di scena.
Anno 2089 (esattamente 33 anni prima del risveglio
improvviso dell’equipaggio del Nostromo). Siamo sulla Terra, due archeologi (Elizabeth Shaw e Charlie Holloway)
visitano una caverna e trovano qualcosa di molto interessante : un disegno in
cui un gigante che indica un gruppo di stelle nel cielo; dopo alcuni esami su
altre mappe trovate in altri siti archeologici di civiltà non collegate tra
loro, gli archeologi pensano che i graffiti indichino un invito agli esseri
umani a raggiungere questo sito indicato dai giganti. E’ chiaro già da ora che
Elizabeth Shaw è uno dei personaggi chiave. Voto per la scena : 8, grandi
premesse.
Peter Weyland, fondatore della omonima società, a quel tempo
dedita alla terra-formazione in sistemi extraterrestri, decide di finanziare un
progetto per accogliere l’invito. Qui
altro problema di sceneggiatura : a meno che non siano atterrati sulla terra
altri giganti, come facevano le antiche civiltà a sapere qualcosa
dell’esistenza di questi “Dei”? Mah!
Andiamo avanti. Cambio di scena.
Siamo sulla Prometheus (anno 2093) una navicella spaziale
diretta verso LV-223, un satellite del pianeta Calpamos appartenente al sistema
Gliese 86. E questa è una cosa
interessante perché la stella Gliese 86 appartine al piccolo ammasso stellare
in cui è presente anche Z II Reticuli, sistema citato nella saga di Alien. Un altro interessantissimo concetto è che
LV-426 è il secondo dei tre satelliti di Calpamos…UNA GRANDE PREMESSA! A
zonzo per la nave (in perfetto stile
2001 Odissea nello spazio) c’è David-8, un androide che si prende cura
dell’equipaggio in ipersonno. Voto per la scena : 6, vista e rivista.
La nave è fighissima, schermi proiettati nell’ambiente in
stile avatar, tubi criogenici ultra tecnologici, design ultra avveniristico…davvero
una bella nave…MA...porca miseria nel
2122 sul Nostromo c’erano le tastiere in stile Commodore 64 e gli schermi in
stile sala giochi anni ‘80 e nel 2093 ultra schermi supermegawow? Mi sfugge
qualche regressione tecnologica….Vabbè, freghiamocene. Voto per la scena : 8.5
per lo spettacolo visivo.
Si svegliano tutti con qualche effetto collaterale
dell’ipersonno (effetti che nella saga si Alien non ci sono, del resto
l’evoluzione tecnologica ha consentito una migliore qualità del sonno ma un
ritorno agli schermi monitor a cannone elettronico…me cogliò!) e dopo il solito
pasto in stile Alien tutti insieme allegramente dove viene presentato (in modo
veramente approssimativo) qualche personaggio, ci si prepara all’atterraggio. Tra i membri c’è una certa Vickers, una donna affetta
da grave malattia : assenza di mimica facciale. Atterrati, inizia subito
l’esplorazione del pianeta, si trova subito un sito in stile Doom 3 e si
procede con il visitarlo. Dopo pochi passi in ben che non si dica ci si trova
in una grande sala con una schiera di anfore contenenti un liquido nero (si lo
stesso bevuto dal gigante) e una gigantesca testa umanoide. Voto per la scena :
5, troppo forzato in riferimento ad Alien.
Girando qua e là viene trovato il corpo decapitato di un gigante, la sua testa e un gruppo di giganti morti e ammassati tutti in un angolo. La scoperta fa pensare che i giganti siano tutti morti. David ammacca pulsanti a tignitè finchè un ologramma mostra il passato : la fuga dei giganti da qualcosa.
Girando qua e là viene trovato il corpo decapitato di un gigante, la sua testa e un gruppo di giganti morti e ammassati tutti in un angolo. La scoperta fa pensare che i giganti siano tutti morti. David ammacca pulsanti a tignitè finchè un ologramma mostra il passato : la fuga dei giganti da qualcosa.
Accadono una serie di cose :
·
decidono di portare la testa a bordo;
·
David-8, di nascosto da tutti si ficca in uno
zainetto un’anfora malefica;
·
due imbecilli si perdono lungo i tunnel del
sito;
·
una tempesta di silicio sta per imbattersi
sull’area del sito.
Dopo una scena per niente ansiogena, riescono tutti a
rientrare a bordo della Prometheus prima che la tempesta se li porti tutti
via…tranne i due pirloni.
Per via dell’interferenza umana nell’ambiente, dalle anfore rimaste del sito inizia a fuoriuscire il liquido nero.
Per via dell’interferenza umana nell’ambiente, dalle anfore rimaste del sito inizia a fuoriuscire il liquido nero.
Accadono ancora molte cose, tutte insieme in modo parallelo
:
·
decidono di esaminare la testa. Essa è identica alla
testa dello Space Jockey di Alien. Scoprono che in realtà la testa è un casco
che al suo interno ospita la testa di un gigante (lo Space Jockey di Alien è un gigante). L’esame della testa avanza
in un modo ridicolo ed improbabile: inseriscono un elettrodo qua e uno là,
sparando un po’ di Ampere finché la testa quasi prende vita, si agita e poi
esplode in stile “Scanners” …minchia bravi! Voto per la scena : 3.
·
David svita un’anfora, tira fuori una creatura
strana, la squarcia in vari modi e preleva dal suo interno il liquido nero, con
l’inganno fa bere un bicchere d’acqua contaminato a Charlie. Poco dopo Charlie
ed Elizabeth fanno bunga bunga…
·
i due pirloni (diamogli un nome và : Millburn e
Fifiled) rimasti soli e terrorizzati nel sito, piuttosto che aspettare il
giorno dopo, decidono di andare a gironzolare sino a ritrovarsi nella stanza
delle anfore. In questa stanza ormai l’attività delle anfore è in subbuglio e
delle creature sguazzano nel liquido nero. Una creatura schizza fuori la testa
un po’ come un cobra…i due terrorizzati, come nulla fosse, si avvicinano alla
creatura…che teneroni…non facevano che dire <> finchè la creatura, probabilmente schifata da
cotanto miele, si incazza e uccide uno e scassa l’altro. In questa scena si
vede un collegamento ad Alien in quanto la creatura ha un liquido acido che
corrode il casco di Fifiled. Voto per la scena : 3.
L’equipaggio decide di tornare nel sito e trovano il
cadavere di Millburn. David (che sembra sapere sempre tutto) arriva nella
mitica stanza dello Space Jokcey di Alien e ammacca pulsanti a tignitè finché
un ologramma mostra un sistema di pianeti tra cui la Terra in bella vista. David
scopre un gigante in stasi in uno dei
tubi criogeni della stanza. Negli altri tubi i giganti sono morti. Voto
per la scena : 8 per la bellezza degli effetti visivi.
Al rientro sulla Prometheus, Charlie, che è gravemente
malato a causa dell’infezione, viene ucciso da Vickers con un lanciafiamme che
produce fuoco dalla CO2...che figata (all’arrivo sull’LV-223 ci
viene detto che l’atmosfera è ricca di anidride carbonica…). Me cogliò!
Questa scena del lanciafiamme è sempre presente nella Saga
di Alien :
·
nella director’s cut di Alien, Dallas supplica
Ripley di ucciderlo;
·
in Aliens una dei coloni intrappolato nei
bozzoli supplica di essere uccisa ed Apone esegue;
·
in Alien3 è Ripley stessa a
supplicare Dillon di ucciderla, ma questa volta non accade;
·
in Alien Resurrection il clone-7 di Ripley
supplica a Ripley (il clone-8) di ucciderla;
Quindi interessante, peccato che, mentre tutte le altre
scene sono molto coinvolgenti, si può assistere all’uccisione di Charlie ad
opera di Vickers anche mentre si legge un topolino seduti al cesso.
Scopriamo che Elizabeth è sterile. Subito dopo scopriamo che
Elizabeth è incinta…me cogliò! E quello che ha in grembo non è un essere
umano…a rime cogliò, ‘nchia sfiga!
Questa scoperta la induce a recarsi in una stanza dove c’è
un sistema automatico di chirurgia…si ci ficca dentro (lei che è una
archeologa…lei che non sa nulla di medicina chirurgica) e impartisce precise
istruzioni alla macchina affinché estraesse la creatura dal suo addome.
Qui mi aspetto una scena molto figa, penso : “ora compariranno delle fasce che la
immobilizzano, lei si addormenta, viene estratta la creatura in stile Alien Resurrection,
lei si sveglia, ecc…”. NIENTE DI TUTTO QUESTO : si corica, scendono dei laser,
aprono l’addome in stile SAW (ma senza sangue), tirano fuori la creatura
esattamente come un coniglio dal cappello, una buona pinzatrice spilla una
ferita che si era chiusa spontaneamente, ed ecco una nuova Elizabeth rampante e
pronta a correre esattamente come la gazzella al mattino in Africa! Me cogliò!
La creatura viene chiusa dentro la camera. La creatura assomiglia ad un polpo. Voto
per la scena : 2.
Nel frattempo un Peter Weyland nascosto in una stanza (e
creduto morto sin dall’inizio del film) fa la sua apparizione e decide di
andare con l’equipaggio nel sito. Lo spettatore se ne fotte all’antica di
questa sorpresa; Voto per la scena : 4.
Sempre nel frattempo Fifield (che credevamo morto), torno
contaminato e incazzato ed uccide un po’ di persone, prima di essere ucciso a
sua volta dal solito lanciafiamme.
Sono tutti nel sito tranne Vickers e i piloti del Prometheus, si è capito che il
sito nasconde una gigantesca astronave e sono tutti nella stanza dello Space
Jockey. Risvegliano il gigante in stasi e David dice qualcosa in lingua
“Gigantesca” ma evidentemente qualcosa di sbagliato…qualcosa del tipo “tua
madre è mia”, così il gigante si incazza, decapita David e ammazza un sacco di
persone; Elizabeth riesce a fuggire (tutto questo con le spille nella panza).
Il gigante preme pulsanti a tignitè e dalla mitica stanza dello Space Jockey
compare il sistema di guida e la sedia che tutti abbiamo visto in Alien; Sale
sulla sedia e decolla. L’astronave è esattamente identica a quella trovata sull’LV-426.
Si capisce che la missione dei giganti è di volare verso la
terra per sterminare la razza umana (utilizzando la loro arma segreta : le
anfore progettate da loro stessi), così, senza pensarci due volte, uno dei
personaggi con la personalità meno descritta del film (il capitano Janek) si
immola a uomo eroe e decide di schiantarsi contro l’astronave del gigante.
Vickers allora fugge dalla nave con una scialuppa che atterra sull’LV-223
(doh!).
A questo punto Elizabeth e Vickers si trovano sull’LV-223,
l’impatto tra le due navi avviene e precipitano entrambe per terra. Nel cadere
Vickers è poco furba e corre nella direzione della caduta della nave aliena e
crepa, Elizabeth invece si salva e corre verso la scialuppa. La scialuppa è la
parte del Prometheus che contiene anche la camera chirurgica dove è ancora
rinchiusa la creatura estratta, è solo diventata gigantesca. David informa via
radio Elizabeth che il gigante è sopravvissuto e sta andando da lei. Elizabeth
apre la porta del polpo proprio mentre arriva il gigante, lei scappa e il polpo
inserisce nella bocca del gigante un bel tubone lungo lungo…
Elizabeth, supplicata da David, torna nella nave aliena
precipitata e porta con se David e il suo corpo.David confida a Elizabeth che
ci sono altre navi aliene, lui le sa pilotare e quindi decidono di partire…ma
non verso la terra, ma verso il pianeta di origine dei giganti.
ULTIMA SCENA : il gigante si dimena per terra tra dolori e
rigonfiamenti addominali dentro la scialuppa ormai abbandonata, e dall’addome
esce fuori una creatura un po’ simile allo xenomorpho, butta un urlo e… titoli
di coda.
Questa scena è sempre presente nella Saga di Alien, ma in
questa versione rimane assolutamente insignificante e per niente coinvolgente.
Voto per la scena : 3.
ALLORA,
lasciamo perdere il finale in stile Godzilla, lasciamo
perdere il fatto che Prometheus NON finisce come inizia Alien (cosa che avrebbe
donato al film 50 punti in più), ma come si fa ad ignorare il fatto che QUESTO
film è stato diretto dallo stesso Ridley che ha diretto “Alien il
capolavoro”??? Non so spiegarlo, l’unica cosa che mi fa capire quanto faccia
acqua la sceneggiatura è che a scriverla sia stato Lindelof…lo sceneggiatore di
Lost.
Resta un film con
alcuni bei momenti “visivi”, con una trama con un potenziale alto ma poi non
sfruttato, dialoghi scarsi e recitazioni ai livelli di “Porky’s”; un film
mediocre che delude, non spaventa, non diverte ma fa incazzare.
Facciamo alcuni esempi di incongruenze.
·
Xenomorpho : è una specie, pertanto non si può
parlare di xenomorpho prima di Alien; quello che abbiamo visto alla fine del
film è un’altra cosa, simile ma un’latra cosa. Quando esplorano per la prima
volta il sito, viene mostrato un bassorilievo (riesumato dai disegni di H.Giger
al primo Alien, quando pensava di inserire nella sceneggiatura la scoperta di
una piramide) con chiaramente impresso uno Xenomorpho, pertanto lo Xenomorpho
era noto ai giganti prima che
arrivassero gli umani (almeno 2000 anni prima) e quindi la creatura nata dal
gigante alla fine del film (che è nata solo perché un umano ha partorito una
cratura in quanto ingravidato da un altro umano infetto dal liquido nero) non è
uno Xenomorpho e mai si evolverà a tale, e Ridley si è dato una mazzata alle palle
perché non potrà mai recuperare questa falla narrativa! Voto per l’idea
narrativa : 2.
·
Space Jockey : è un gigante, ma quello
sull’LV-426 non è quello che abbiamo visto qui. Questo vuol dire che forse ci
aspetta un sequel che ci porterà ai fatti di Alien…forse; la verità è che se al
decollo il gigante fosse riuscito a partire, durante il viaggio gli fosse
uscito dal petto uno Xenomorpho (un Cherstbuster)
e la nave fosse andata alla deriva precipitando nel vicinissimo satellite
LV-426 (in fondo satelliti entrambi dello stesso pianeta), il film sarebbe
rimasto mediocre come qualità della narrazione ma una gran figata come
connessione ad Alien, con un finale ultrafigo. Voto per l’idea narrativa : 5.
·
Elizabeth: sta andando in un altro pianeta, non sappiamo
se sull’LV-426 o in altri posti.
Per un sequel, però, la tappa è obbligata : LV-426, se non vai lì, cara Elizabeth, puoi solo andare a cagare, perché non ci interessa proprio cosa accade ai giganti e perché ci volevano sterminare: NOI VOGLIAMO SAPERE COME E’ FINITO LO SPACE JOCKEY SULL’LV-426 E COSA SONO GLI XENOMORPHI! DAI CAZZO!
Per un sequel, però, la tappa è obbligata : LV-426, se non vai lì, cara Elizabeth, puoi solo andare a cagare, perché non ci interessa proprio cosa accade ai giganti e perché ci volevano sterminare: NOI VOGLIAMO SAPERE COME E’ FINITO LO SPACE JOCKEY SULL’LV-426 E COSA SONO GLI XENOMORPHI! DAI CAZZO!
Facciamo alcune ipotesi costruttive :
1.
Perché i giganti volevano sterminare il genere
umano?
Se fosse perché potremmo costituire un pericolo, non varrebbe la pena perché durante la scoperta dei giganti morti (alla prima visita nel sito dell’ LV-223), l’esame al carbonio svela che i giganti sono crepati da circa 2000 anni; siamo nel 2093, quindi i giganti volevano sterminare gli umani già nell’anno 90-100 d.c.; pensarono bene di metterla in quel posto lì all’imperatore Traiano prima che morisse di malattia…Ma ai tempi dei romani che minaccia poteva costituire il genere umano ai giganti? Ipotesi scartata.
Interessante invece l’ipotesi che abbiamo creato l’uomo con la consapevolezza che una serie di incroci con essi poteva dar vita ad una nuova creatura, ma non hanno fatto in tempo a partire. Ipotesi niente male.
Se fosse perché potremmo costituire un pericolo, non varrebbe la pena perché durante la scoperta dei giganti morti (alla prima visita nel sito dell’ LV-223), l’esame al carbonio svela che i giganti sono crepati da circa 2000 anni; siamo nel 2093, quindi i giganti volevano sterminare gli umani già nell’anno 90-100 d.c.; pensarono bene di metterla in quel posto lì all’imperatore Traiano prima che morisse di malattia…Ma ai tempi dei romani che minaccia poteva costituire il genere umano ai giganti? Ipotesi scartata.
Interessante invece l’ipotesi che abbiamo creato l’uomo con la consapevolezza che una serie di incroci con essi poteva dar vita ad una nuova creatura, ma non hanno fatto in tempo a partire. Ipotesi niente male.
2.
Le anfore ricordano molto le uova Aliene; esse
sono una sorta di incubatrice per una creatura in attesa di un “host”. Le anfore
si attivano se nell’ambiente circostante avvengono delle alterazioni.
Una possibile evoluzione delle creature create dai giganti potrebbe essere questa : delle nuove uova, questa volta “vive”, che ospitano al loro interno il Facehugger di Alien, deposte da una regina evoluta;
Una possibile evoluzione delle creature create dai giganti potrebbe essere questa : delle nuove uova, questa volta “vive”, che ospitano al loro interno il Facehugger di Alien, deposte da una regina evoluta;
3.
Gli Xenomorphi esistono già e non sono una
derivazione dell’incrocio liquido+gigante+uomo, ma tutt’altra cosa e quindi il
bassorilievo presente nel sito potrebbe servire come “avvertimento” (purtroppo
non comprensibile a tutti) sul pericolo di quelle anfore.
4.
La Weyland coorp è certamente la stessa che, in
seguito ai fatti accaduti su LV-223, inizia una spasmodica ricerca di queste
creature aliene. In seguito nella saga di Alien la compagnia si fonderà con la
Yutani e si chiamerà Weyland-Yutani. Quindi in Nostromo (Alien) potrebbe non
essersi trovato “per caso” nei pressi di Zeta II Reticuli, vicino all’LV-426,
ma mandato dalla compagnia.
5.
Il radiofaro sull’LV-426 : nel 2122, il Nostromo
viene allertato da un falso S.O.S. (che appare poi essere una minaccia)
lanciato dall’LV-426; questo S.O.S. viene avvertito mentre l’equipaggio è
LONTANO dal pianeta. Devo pensare, quindi, che nell’anno 2093 (mentre
Prometheus è sull’LV-223) non è ancora accaduto nulla sull’-LV-426, altrimenti
il segnale sarebbe arrivato anche al Prometheus. Sull’LV-426 ancora non c’è
vita. Siccome però abbiamo visto un bassorilievo raffigurante uno Xenomorpho, e
siccome il murales ha almeno 2000 anni, gli Xenomorphi esistono almeno
dall’anno 90-100 d.c., quindi sull’LV-426 non c’è vita nel 2093 ma gli
Xenomorphi CI ARRIVANO IN QUALCHE MODO
nell’intervallo di tempo da il 2093 e il 2120 (anno in cui il Nostromo parte
alla volta della sua meta).
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